Il primo disco di Rock 'n' Roll


Jackie canta e Ike lo guarda cantare

Sam Phillips registra

Jackie Brenston and his Delta Cats - Rocket 88 (1951)

Secondo Sam Phillips questo sarebbe il primo disco di Rock ’n’ Roll. Phillips è l’uomo che il 3 gennaio 1950, a Memphis, Tennessee, fondò quella che sarebbe divenuta la più famosa casa discografica di Rock ’n’ Roll del mondo: la Sun Records. Col suo marchio, lanciò talenti del calibro di Bill Haley, Carl Perkins, Johnny Cash, Roy Orbison, Elvis Presley.

Di Phillips è rimasta famosa una frase dei primi tempi: Se trovo un bianco che canta come un nero, faccio un milione di dollari. Si era infatti accorto che i teenagers bianchi andavano pazzi per il Rhythm and Blues, ma non ne compravano i dischi, perché cantati da neri.

Jackie Brenston era il cantante e sax tenore della band “Ike Turner and his Kings of Rhythm”, ma Phillips, intuendo che il vero frontman fosse il cantante, pubblicò il disco modificando il nome del gruppo musicale. Pare che il coraggioso Turner (il futuro marito di Tina), vero capo della band e autore della canzone, abbia pensato: “Jackie, lo lascio stare, ma se era una donna l’ammazzavo di botte”.

Rocket 88 non è un pezzo memorabile, la sua fama è dovuta soltanto alla citazione di Phillips, tuttavia esprime un concetto basilare della filosofia rock: Se vuoi rimorchiare, fatti una bella macchina. Per la cronaca, la Rocket 88 era la Oldsmobile più veloce in commercio.


La Oldsmobile Rocket 88 (1951)

Si noti la delicatezza dei versi finali della canzone [1]:

Andiamo dietro l'angolo a divertirci
col il mio razzo in una lunga e bollente cavalcata.
Ora che hai provato il mio razzo 88,
io passo di qui ogni sera alle otto.
Lo sai che è grande, non fare tardi.
A tutte piace il mio razzo 88.
Le ragazze lo cavalcano con stile, dimenandosi tutte quante.


Alan Freed al microfono della WJW

Il problema di vendere i dischi di Rhythm and Blues ai bianchi era noto anche ad Alan Freed, disk jockey di un programma radio che andava in onda a Cleveland. Glielo aveva fatto notare Leo Mintz, il proprietario del negozio di dischi che sponsorizzava la trasmissione, il quale, pur promuovendo il genere musicale, chiedeva di non evidenziarne l’origine nera. Freed ebbe la trovata geniale: per emancipare il genere e superare la diffidenza dei bianchi, avrebbe coniato per esso un nuovo nome.

Con velata ironia, Freed scelse due parole che nello slang dei neri venivano usate quale metafora del rapporto sessuale: Rock and Roll (rock: far oscillare, scuotere; roll: rotolo, cilindro; jelly roll: genitali femminili). Cfr. My man rocks me (with one steady roll) cantata da Trixie Smith nel 1922.

Capitolo seguente.


[1] Queste sono le parole di Rocket 88:

You may have heard of jalopies,
You heard the noise they make,
Let me introduce you to my Rocket '88.
Yes it's great, just won't wait,
Everybody likes my Rocket '88.
Gals will ride in style, Movin' all along.

V-8 motor and this modern design,
My convertible top and the gals don't mind
Sportin' with me, ridin' all around town for joy.

Step in my Rocket and-a don't be late,
We're pullin' out about a half-past-eight.
Goin' on the corner and-a havin' some fun,
Takin' my Rocket on a long, hot run.
Ooh, goin' out, Oozin' and cruisin' along.

Now that you've ridden in my Rocket '88,
I'll be around every night about eight.
You know it's great, don't be late,
Everybody likes my Rocket '88.
Gals will ride in style, Movin' all along.


Pubblicato il 9 gennaio 2009; ultima modifica il 23 marzo 2012.

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