1955 Il grande successo


Chuck Berry

I Platters

Bo Diddley

Il più grande artista del Rock 'n' Roll è stato probabilmente Chuck Berry. Scriveva le sue canzoni e ne componeva la musica (Elvis Presley fu sempre e soltanto un interprete). Nel '55, bluesman ancora sconosciuto, riuscì a farsi ascoltare da Muddy Waters che lo apprezzò e lo indirizzò alla Chess records. La Chess pubblicava soprattutto blues, ma il genere era in ribasso e occorreva qualcosa di nuovo. Così, invece del blues che Berry gli stava suonando, i dirigenti della Chess si focalizzarono sul pezzo hillbilly Ida Red, piuttosto marginale nel repertorio del cantante. Ida Red venne registrato, rinominato Maybelline per l'accordo commerciale con l'omonima ditta di cosmetici, e portato ad Alan Freed per il lancio. Freed pretese i due terzi dei diritti d'autore per trasmettere la canzone. Quelli della Chess accettarono, ma a Berry non dissero niente. Dovettero confessarglielo quando le vendite raggiunsero il milione di copie.

Un altro gigante vide il suo esordio in classifica nel '55: Ray Charles, che, trasformando un vecchio gospel in canzonetta (I got a woman), inventò la musica Soul. E' anche l'anno in cui si videro per la prima volta le band di sole donne, come le Chordettes e le Chantels, e in cui, grazie a Chuck Berry, la chitarra diventò lo strumento principale delle band di Rock ’n’ Roll.

La canzone che caratterizzò il 1955 fu Only You, del più fortunato gruppo di colore degli anni ’50: i Platters, mentre Big Joe Turner cantò uno dei rock 'n' roll più ballabili di tutti i tempi, Flip flop and fly.
Bo Diddley, nell'omonima canzone, inventò un ritmo martellante ( Bo Diddley - Bo Diddley, cercate un video dell'epoca per rimanere stupiti) che interpretò dimenandosi come Elvis, ma prima di Elvis.
Nella lista che segue, le due versioni di Ain't that a shame sono riportate entrambe per ricordare la consuetudine: il nero inventa la canzone, il bianco vende più copie.
La voce più grave la ebbe invece un bianco: Tennessee Ernie Ford in Sixteen Tons (che verrà riproposta da uno spot del 2007).

Successi del 1955

Big Joe Turner – Flip flop & fly
Bill Haley – Rock a beatin’ boogie
Bill Haley – Rock around the clock
Bo Diddley – I’am a man
Chuck Berry – Maybellene
Fats Domino – Ain’t that a shame
Four Aces – Love is a many splendored thing
Les Baxter – Unchained melody
Pat Boone – Ain’t that a shame
Penguins – Earth angel
Platters – Only you
Ray Charles – I got a woman
Tennessee Ernie Ford – Sixteen tons

Altre canzoni del 1955

Muddy Waters – Mannish boy
Renato Carosone – La pansé

Bei film del 1955


Marilyn Monroe cerca il fresco.


Sofia Loren cerca il posto.

Quando la moglie è in vacanza (The seven year itch), di Billy Wilder. La nuova vicina di casa, Marilyn Monroe, mostra un'inspiegabile disponibilità verso Tom Ewell, la cui moglie è partita per le vacanze. Se non fosse stravolto dall'inverosimile perbenismo hollywoodiano, il film sarebbe più gradevole.
L'amore è una cosa meravigliosa (Love Is a Many Splendored Thing), di Henry King, un melodrammone esotico-orientale tra il giornalista William Holden e la dottoressa mezzosangue Jennifer Jones. Apprezzatissimo dalle donne di una certa età.
Caccia al ladro (To Catch a Thief), di Alfred Hitchcock. Molto ben costruito, anche se chi manca di naturalezza è proprio Grace Kelly, nel ruolo della bella ereditiera affascinata dal ladro gentiluomo Cary Grant. Talmente innaturale che, alla fine del film, preferì sposare il padrone del set e di tutto il granducato che c'era attorno.
Il seme della violenza (Blackboard Jungle), di Richard Brooks. Glenn Ford, reduce di guerra e professore, gronda retorica sugli alunni ribelli per redimerli e Sidney Poitier gli crede. Modesto, nominato qui solo perché la colonna sonora comprende Rock around the clock.
La signora omicidi (The Ladykillers), di Alexander MacKendrick. In casa di una vecchietta, Alec Guinnes prepara un colpo con una banda comprendente Peter Sellers ed Herbert Lom (I futuri ispettori Clouseau e Dreyfus delle Pantere rosa). La vecchietta se ne accorge, la banda pure, ma la fortuna è sfacciatamente dalla parte della vecchietta. Ineffabile.
Il segno di Venere, di Dino Risi. Sofia Loren e Franca Valeri sono due cugine attorno alle quali ronzano De Sica, De Filippo, Sordi e Vallone. In realtà molto più attorno alla Loren che alla Valeri. Molto piacevole, basterebbe il panorama di Roma senza macchine per giustificarne la visione.

Per completezza (non è detto che meritino la visione) occorre citare: Gioventù bruciata (Rebel without a cause), di Nicholas Ray e con James Dean; La valle dell'Eden (East of Eden), di Elia Kazan e con James Dean; Il ferroviere, di Pietro Germi; La congiura degli innocenti (The Trouble with Harry), di Alfred Hitchcock, sconclusionato e inverosimile; Bulli e pupe (Guys and Dolls), di Joseph L. Mankiewicz, con Frank Sinatra e Marlon Brando, che, se non fosse così lungo (150'), potrebbe anche vedersi come un documento della Cuba pre-Castrista; infine Marty, la vita di un timido (Marty), di Delbert Mann, con Ernest Borgnine, che invece potrebbe essere sopportabile e Rififi (Du rififi chez les hommes) di Jules Dassin.

Anno seguente


Pubblicato il 22 gennaio 2009; ultima modifica il 18 novembre 2011.

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