1959 Le prime crepe


Neil Sedaka e Carole King.

Nel ’59 Neil Sedaka divenne famoso con la canzone Oh! Carol, dedicata alla sua ragazza di allora, Carole King.

In risposta, con la stessa musica di Oh! Carol, Carole King compose e cantò Oh! Neil, ma passò del tutto inosservata. Pare tuttavia che non se la sia presa più di tanto.

L'anno vide uno straordinario ritorno al successo Lloyd Price, che ritornò nella classifica dei più venduti con ben tre canzoni (era dai tempi di Lawdy, miss Claudy che non vendeva tanto). Vale anche la pena di ricordare Take five, anche se non era propriamente rock, e Marina di Rocco Granata.


Monumento a Buddy Holly.

Successi del 1959

Carole King – Oh! Neil
Chuck Berry – Almost Grown
Coasters – Charlie Brown
Dave Brubeck – Take Five
Frankie Avalon – Venus
Frankie Avalon – Why
Lloyd Price – I’m gonna get married
Lloyd Price – Personality
Lloyd Price – Stagger Lee
Marv Johnson – You got what it takes
Neil Sedaka – Oh! Carol
Platters – Smoke gets in your eyes
Ritchie Valens – La bamba
Rocco Granata – Marina

Il 3 febbraio 1959, l'aereo che portava in tournée Buddy Holly, Ritchie Valens e Big Bopper si schiantò a Mason City. Inutile dire che le loro carriere ne soffrirono gravemente, anche se il clamore dell'incidente riportò "La Bamba" in classifica. Nella foto il curioso monumento funebre eretto da un fan sul luogo del disastro.


Celentano.

Nel ’59 il mercato discografico americano fatturò 600 milioni di dollari. Soltanto tre anni prima, all’inizio del boom del Rock ’n’ Roll, era valso 200 milioni. In quei tre anni anni lo share del Rock passò dal 16% al 43% del totale. Cioè da 30 a 260 milioni di dollari.

Chissà se sia stato questo il motivo per cui l'industria discografica italiana, fino ad allora refrattaria al rock 'n' roll, scoprì il genere (quasi dieci anni dopo la nascita) e provò a lanciare qualche esponente nostrano?

Negli USA il rock 'n' roll era ormai musica popolare a tutti gli effetti. Gran numero di dischi venduti, grandi guadagni, e il gusto popolare da soddisfare. Come succede in questi casi, per compiacere un pubblico sempre più vasto si cominciò ad annacquare la produzione. Il popolo gradì, comprò, ma cominciò a pensare: ma tutte uguali sono queste canzoni? Ed iniziò ad aspettare qualcosa di nuovo.

Altre canzoni del 1959

Adriano Celentano – Il tuo bacio è come un rock
Edith Piaf – Milord
Fraternity Brothers – Passion flower
Fred Buscaglione – Guarda che luna
Domenico Modugno – Vecchio frack

Bei film del 1959


Curtis, Lemmon, Monroe e l'ukulele.


Peter Sellers invade New York
ne "Il ruggito del topo".

A qualcuno piace caldo (Some like it hot), di Billy Wilder. Per sfuggire ai gangsters, Tony Curtis e Jack Lemmon si travestono da donne, si aggregano ad una band femminile in tournée e rimangono affascinati dall'ukulele di Marilyn Monroe. Uno dei più grandi film di tutti i tempi.
Operazione sottoveste (Operation Petticoat), di Blake Edwards. Cary Grant comanda un sottomarino sgangherato e Tony Curtis gli procura i pezzi per rimetterlo a posto, compresa la vernice per dipingerlo di rosa. Datato ma divertente.
Un maledetto imbroglio, di Pietro Germi. Un giallo complicato ambientato a Roma (Quel pasticciaccio brutto di via Merulana).
Il vedovo, di Dino Risi. Deboluccio, ma la battuta finale di Alberto Sordi "Marchese, che fa? Spinge?" ne giustifica la visione.
I tartassati, di Steno, con Luis De Funes e Aldo Fabrizi, un classico per i patiti di Totò.
Arrangiatevi, di Mauro Bolognini, con Totò, sulle conseguenze della legge Merlin, che chiuse le case chiuse.

Il '59 fu un anno ricco di film famosi (per esempio Ben Hur) che non hanno retto bene l'invecchiamento. La grande guerra di Monicelli è rovinato dal finale retorico e inverosimile, Intrigo internazionale (North by Northwest) di Hitchcock è fastidiosamente incredibile e intricato; I magliari di Francesco Rosi risulta datato; I quattrocento colpi di Truffaut, non l'ho capito nemmeno quando è uscito; forse si può salvare Il ruggito del topo (The Mouse that Roared) di Arnold, (in cui Peter Sellers, alla guida di una minuscola nazione, dichiara guerra agli Stati Uniti) anche se pecca di ingenuità. Apprezzabile l'episodio dei bottegai Sordi/Ralli che cercano di entrare nel mondo del cinema in Costa Azzurra di Vittorio Sala. Infine, sopportabile La battaglia dei sessi (The Battle of the Sexes) di Charles Crichton, con Peter Sellers nel ruolo di un anziano capufficio che cerca di salvare le tradizioni dell'azienda.
C'è anche un western di un certo rilievo: Un dollaro d'onore (Rio Bravo) di Howard Hawks, in cui John Waine sceriffo, Dean Martin ubriacone e Ricky Nelson (il cantante di Hello Mary Lou) devono fronteggiare una banda di prepotenti.

Non visti da me, ma forse interessanti: Nudi alla meta (I'm All Right Jack) dei Boulting, con Terry Thomas, Peter Sellers e Margaret Rutherford e La furia dei Baskerville (The Hound of the Baskervilles) di Terence Fisher, con Christopher Lee e Peter Cushing. Mancano anche le recensioni di: Scandalo al sole, Hiroshima mon amour, Improvvisamente l'estate scorsa e Il buco.

Anno seguente


Pubblicato il 27 gennaio 2009; ultima modifica il 6 dicembre 2011.

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