1951 L'esordio


Nat King Cole

Fats Domino

Quando nel 1951 uscì Rocket 88 queste erano le prime dieci canzoni della Billboard Top 30, la classifica dei dischi più venduti negli Stati Uniti.

01. Too Young - Nat King Cole
02. Because Of You - Tony Bennett
03. How High The Moon - Les Paul & Mary Ford
04. Come On-a My House - Rosemary Clooney
05. Be My Love - Mario Lanza
06. On Top Of Old Smoky - Weavers
07. Cold, Cold Heart - Tony Bennett
08. If - Perry Como
09. Loveliest Night Of The Year - Mario Lanza
10. Tennessee Waltz - Patti Page

Si trattava di canzoni melodiche tradizionali, due erano cantate da Mario Lanza, un tenore in prestito alla musica leggera, un'altra era addirittura un valzer, insomma roba non molto diversa da quella che si ascoltava in Italia. Chi comprava i dischi erano padri di famiglia, con un lavoro, la testa a posto e gusti tradizionali.

Invece, i figli che andavano a scuola non avevano abbastanza soldi per comprare i dischi e quindi dovevano sorbirsi quello che sceglievano i padri. Ma il boom del dopoguerra stava per cambiare le cose.

Anche i neri avevano la loro musica, confinata però in un mercato più ristretto, per il ridotto numero e potere d’acquisto degli acquirenti. Eppure queste canzoni Rhythm and Blues del '51 valgono la pena di essere ascoltate ancora oggi.

Rhythm and Blues nel '51

Arthur "Big Boy" Crudup – I'm Gonna Dig Myself A Hole
B.B. King – Three O'Clock Blues
Ella Fitzgerald – Smooth Sailing
Elmore James – Dust My Broom
Fats Domino – Rockin' Chair
Howlin' Wolf – How Many More Years
John Lee Hooker – I'm In The Mood
Johnny Otis – All Nite Long
Lil' Son Jackson – Rockin' And Rollin'
Muddy Waters – Honey Bee
Muddy Waters – Still A Fool
Orioles – Baby Please Don't Go

Baby Please Don't Go verrà, tredici anni dopo, rimaneggiata, velocizzata e riproposta da Van Morrison divenendo un successo del '64. Un'altra memorabile versione è quella dell''81 di Muddy Waters accompagnato da Mike Jagger.

Per completezza, vale la pena di citare queste altre canzoni del '51, che non hanno nulla a che vedere col rock ‘n’ roll, ma che in un ipod di una certa età ci potrebbero anche stare.

Altre canzoni del 1951

Edith Piaf – Padam, Padam
Mick Micheyl – Un gamin de Paris
Renato Carosone – 'Nu Quarto 'e luna
Roberto Murolo – Luna Rossa
Roberto Murolo – Scalinatella
Sergio Bruni – Malafemmina
Silvana Pampanini – Bellezze in bicicletta
Yves Montand – Grands boulevards

Film del 1951


Bellezze in bicicletta

Leslie Caron

Per la fama, il prestigio o il successo che ebbero, vanno citati (ma non è detto che oggi si sopportino):
La gente mormora (People Will Talk), di Joseph L. Mankiewicz, con Cary Grant.
Lo scandalo del vestito bianco (The Man in the White Suit), di Alexander MacKendrick, con Alec Guinness, inventore stralunato che crea un tessuto indistruttibile. Troppo pesante per risultare visibile fino in fondo.
Filumena Marturano, di e con Eduardo de Filippo. Tratto dall'omonima commedia.
Bellezze in bicicletta, Le sconclusionate peripezie on the road di Silvana Pampanini e Delia Scala che vanno da Roma a Milano per essere scritturate da Totò. A un certo punto il film sembra andare avanti solo per impressionare la pellicola. Talmente stupido da risultare ineffabile. L'ho visto fino alla fine.
La regina d'Africa (African Queen), di John Huston. In Africa, durante la guerra, Humphrey Bogart naviga sul fiume con una barca scalcinata e Katharine Hepburn lo convince ad attaccare i tedeschi. Inverosimile, sciovinista e retorico, per vederlo, bisogna volerlo.

Accettabili ancora oggi sono:
Un americano a Parigi (An american in Paris), un musical di Vincente Minnelli. Il pittore Gene Kelly viene conteso da Leslie Caron e da una ricca signora, ma ogni scusa è buona per ballare. Per chi piace il genere, buono.
Guardie e ladri, di Mario Monicelli. Il brigadiere dal volto umano Aldo Fabrizi insegue Totò, ladro dal volto umano. Buono.

Anno seguente


Pubblicato il 9 gennaio 2009; ultima modifica il 5 febbraio 2018.

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