Roy Orbison

Roy Orbison nacque nello stato della stella solitaria (il Texas) nel 1936. A sei anni il padre gli regalò una chitarra e a sette Roy capì che la musica era la sua passione. A otto cominciò a suonare per una radio locale e, finite le elementari, formò la sua prima band. Quando ottenne 400 dollari per suonare ad una festa, pensò che la musica poteva diventare anche il suo mestiere.

Si iscrisse all’università in geologia e quando il suo compagno di corso Pat Boone ebbe un contratto dall’industria discografica si convinse che anche lui poteva farcela. Formò una nuova band, i Teen Kings, e trascurò la geologia.

Un giorno Johnny Cash si esibì alla radio in cui i Teen Kings suonavano e Roy lo conobbe. Cash rimase impressionato dalla sua voce e gli suggerì di chiedere un’audizione a Sam Phillips della Sun Records.

Phillips ascoltò Ooby Dooby e gli piacque, chiamò Orbison a Memphis, gli fece un contratto e gli pubblicò il disco. Era il ’56 e la canzone entrò nella Billboard Hot 100, vendendo 200,000 copie. Forse la stella solitaria era una buona stella.

Roy comprò una Cadillac a rate e portò la sua ragazza Claudette a vivere con lui. Ma purtroppo altri successi non ce ne furono. La band litigò sui diritti di Ooby Dooby, la finanziaria si riprese la Cadillac.

Roy rimase con Claudette, che nel frattempo aveva sposato, un bambino, che nel frattempo era nato, e senza una lira.

Neanche i diritti di “Claudette” che Roy cedette agli Everly Brothers servirono a molto. Dovettero tornare in Texas, e la famigliola fece un paio d’anni grami mentre Roy girava per locali per sbarcare il lunario. La stella solitaria aveva smesso di proteggerlo.

Cominciò a comporre musica da film e a virare verso il pop/country del Nashville sound. Erano anni duri per il rock ‘n’ roll falcidiato dalle assenze: Elvis perché militare in Germania, Chuck Berry perché in galera, Little Richard assente per religione, Jerry Lee Lewis ostracizzato per il matrimonio con la cugina tredicenne, Eddie Cochran e Buddy Holly assenti perché già morti. Il pop guadagnava terreno e Roy ottenne un contratto con la Monument Records. Nel '60 pubblicò Only the Lonely e fu un successo, nonostante il tema triste della canzone.

Si trasferì con la famiglia a Nashville e continuò a cantare vicende di disgraziati con Running Scared e Crying. Vestiva quasi sempre di nero e un giorno perse gli occhiali in aereo. La sera si esibì coi Ray Ban scuri e da quel momento non se li tolse più. La gente cominciò a pensare che portasse iella.

Nel '63 fece un tour in Inghilterra insieme ai Beatles ed ebbe un successo strepitoso e inaspettato. Ma la moglie Claudette, rimasta negli USA ebbe una storia con l’idraulico che gli stava montando il bagno di casa.

In autunno, nel tour successivo coi Beach Boys, Roy pensò bene di portarsi la moglie appresso. Verso la fine del tour Claudette tornò a casa e Roy scrisse per lei “Oh Pretty Woman”, il suo più grande successo.

Purtroppo, appena arrivata a casa, si guastò il lavandino e Claudette dovette richiamare l'idraulico. Nel '64 divorziarono. Nel '65, nel corso di un nuovo tour in Inghilterra, Roy si ruppe un piede cadendo dalla moto. Durante la convalescenza Claudette andò a trovarlo. Si risposarono.

Orbison era un patito delle motociclette e Claudette condivideva questa passione fatale. Nel '66, mentre tornavano a casa in Tennessee ebbero un incidente con un camion e Claudette morì sul colpo.

Evidentemente la stella solitaria era una cattiva stella. Roy si buttò a lavorare, ma le cose volsero al peggio. Fece un film con la MGM che risultò un flop. L’arrivo della musica psichedelica lo spiazzò: il suo stile divenne passé. Nel '68, durante un altro tour in Inghilterra, la casa in Tennessee prese fuoco e i suoi due figli più grandi morirono bruciati.

Nel '69 sposò una giovane fan tedesca, Barbara Jacobs, che aveva conosciuto durante il suo tour in Germania e che sarebbe poi divenuta la sua manager. Ma gli anni '70 portarono ulteriore declino e Roy cominciò a dubitare fortemente del proprio talento. Nel '78 venne operato al cuore per un triplo bypass, ma non smise di fumare. Il declino continuò.

Nell’87, quasi completamente dimenticato, registrò una raccolta dei suoi greatest hits e la gente si ricordò di lui. Bruce Springsteen lo volle in un suo concerto e Roy pensò che forse la stella si era scordata di lui.

Cominciò a collaborare con Jeff Lynne dell’Electric Light Orchestra, mentre questi stava producendo “Cloud Nine” per George Harrison. Un giorno i tre stavano pranzando insieme, quando gli venne di comporre una canzone. Contattarono Bob Dylan per usare il suo studio casalingo e mentre andavano da lui passarono da Tom Petty a prendere la chitarra che Harrison aveva lasciato lì. Anche Petty si unì al gruppo.

La sera stessa nacquero i Traveling Wilburys e “Handle with care” che avrebbe dato il nome al loro album.

Roy, ancora incredulo del successo ritrovato, decise di pubblicare un nuovo album da solo: “Mistery Girl”. Lynne e Petty scrissero per lui l’hit dell’album: “You got it”. Ma la stella solitaria si ricordò di lui e ripetè: “You got it”. Orbison la registrò, ebbe un infarto e morì.



Fascinoso fin da ragazzo


Con i Teen Kings


Roy e Claudette.


Gli occhiali neri mi danno più fascino.


In BMW per il tour europeo.


Il fascino non ha età.


Dylan, Petty, Orbison, Harrison, Lynne.


Saranno mica gli occhiali a portare jella?


Pubblicato il 4 gennaio 2014; ultima modifica il 4 gennaio 2014.

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