Pilos


Olimpia - Pilos, 125 km.65

La Valchiria va anche lei a Sparta, le chiedo se vuole fare un tratto di strada insieme, ci pensa un po’: d’accordo farà il giro largo per passare da sud. Sono preoccupato per Virgilia, - Ma questo sconosciuto come era fatto? La ragazza col giubox non era preoccupata? - chiedo a Sigfrida.

- Armando non sconosciuto, lei sembra che conosce. Lui somiglia statua di Poseidone a museo nazionale di Atene, ma senza barba; lei preoccupata se lui veramente ha grande yacht che dice. - Che Sant’Agata la protegga.

Partiamo. Dopo trecento metri l’ho già persa, Sigfrida corre come una dannata, d’altra parte io sono un uomo di principî e anche nelle curve mi spezzo, ma non mi piego, me lo dicevano fin dal liceo. La rivedo all’entrata di Kiparissia, s’è fermata ad aspettarmi.

- Tu lento più con moto che con piedi, come potere noi vincere guerra con così alleati - la valchiria comincia a darmi sui nervi, andiamo in spiaggia per riposarci e fare il bagno.
Mentre si toglie il giubbotto e gli stivali, continua:
- Dov’è tuo coraggio quando guidi moto? E forza di tue braccia? Buona solo per impastare pizza?

Che stronza, basta, me ne vado, la mando a, si toglie i pantaloni, rimane senza niente, non è tanto stronza, anzi non ha un filo di stronzaggine. Mi metto il costume e dopo riprendo anche a respirare.

Mentre siamo sulla spiaggia non riesco a concentrarmi. Ho ripreso l’Historia Naturalis, ma leggo e rileggo le stesse tre righe senza capirne il significato. L’occhio mi devia continuamente, certo se si depilasse le gambe sarebbe perfetta; ma le tedesche, dopo Maastricht, non si dovevano adeguare?

Sigfrida mi chiede cosa legga, rispondo: - Un libro di autore greco o latino, in quanto al liceo, vidi nel cratere, no non al liceo, ma per l’appunto, ho voluto investigare la soluzione.
Lei si alza, estrae un costume da bagno dalla borsa e lo indossa - Ti rilassa e ripeti. Rasserenato, le racconto la storia di Quello, e di come stia ricostruendo la sua identità.

- Interesante, molto interesante, italiano in ferie che non pensa a quello, ma a Quello, io aiuta.
Un sorriso si allarga sulla mia faccia,
- Io aiuta per Quello, non per quello -
e il sorriso si spegne. Forse il lettore si sarà chiesto come io riesca a distinguere la pronunzia delle maiuscole dalle minuscole: intuito maschile.

Riprendiamo il viaggio e poco prima di Pilos, arriviamo al palazzo di Nestore, il vecchio re dell’Iliade. Il riferimento all’Iliade mi permette di citare la soluzione alla Questione Omerica proposta da E. Fiordilino durante una storica riunione della Fucina del Sapere,66 secondo la quale Omero non fu l’aedo ionico, cieco ed errante della tradizione, bensì un altro aedo, anche lui ionico, anche lui cieco ed errante, ed anche lui chiamato Omero, ma non l'Omero che credono tutti.

In questo palazzo venne Telemaco a chiedere notizie di suo padre Odisseo, che era uscito di casa vent’anni prima, per comprare le sigarette. Potrei chiedere notizie di Virgilia, ma a chi le chiedo? Meglio andare a Pilos.

Pilos si chiamava un tempo Navarrino e sta nella baia omonima. Chi non ricorda la battaglia di Navarrino? Quasi tutti. Almeno qualcuno ricorda i cannoni di Navarone? E l’isola di Sfacteria, dove morì, combattendo, il martire del Risorgimento Santorre di Santarosa?67

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[65] Da Olimpia si prende la strada verso Makrissia, dopo 13 Km s’incontra Krestenia, dove si svolta a destra verso la statale 9. Il bivio dista altri 3 km. Si prosegue verso Kiparissia, che dista 46 Km. Quindi in successione: Filiatra a 15 km, Gargaliani a 14, Hora a 13. Circa 5 km a sud di Hora c’è il palazzo di Nestore, e dopo altri sette, otto si arriva in vista della baia di Navarrino e dell’isola di Sfacteria. Pilos dista da Hora circa 20 km.

[66] La “Fucina del Sapere” fu il nome di un cenacolo storico-filosofico-letterario che aveva luogo periodicamente a Palermo nella seconda metà degli anni settanta, costituente l’unica forma di vita intellettuale nella Sicilia del XX secolo. Dei quattro soci fondatori ricordiamo M. Avellone, detto il Gran Succubo, organizzatore delle serate, ed E. Fiordilino, il Primo Vate.

[67] Da non confondere con Amatore Scesa, che disse: “Tiremm innanz” a Milano; E. Bignami: L’esame di storia per i licei classici, scientifici e istituti magistrali. Parte terza, cap. II, pag. 16.

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Pubblicato il 26 novembre 2011; modificato il 12 luglio 2013.

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