Il Maghreb preistorico   (da rivedere)       English version

Insomma, undicimila e cinquecento anni fa le eruzioni esplosive non scarseggiarono. Quelle che avvennero nel Mediterraneo provocarono anche degli tsunami devastanti. L’arcipelago del Canale di Sicilia, situato in una zona vulcanica che allora collegava la Tunisia alla Sicilia, era un candidato perfetto per interpretare Atlantide. Era anche nella posizione migliore per controllare le due sponde.

Molte delle sue isole oggi sono sommerse, ma sulla terraferma che, secondo Platone, avrebbe controllato, possibile che non sia rimasta qualche traccia? Gli antichi dominatori (ed anche i moderni) sono sempre stati attenti a sfruttare i dominati senza diffondere le proprie superiori tecnologie, ma è difficile che qualcosa non sia sfuggito al loro controllo.

Il Maghreb, dal quale probabilmente gli occupanti delle isole provenivano, è stato abitato fin dal primo paleolitico (a Brézina in Algeria, ci sono reperti mousteriani datati tra sessanta e centodiecimila anni fa; Aumassip, 2001: 49). La regione, che si estende dal Marocco alla Libia, non è stata purtroppo studiata in maniera sistematica e, in passato, è stata anche soggetta ad interpretazioni ideologiche piuttosto forzate (Le Quellec, 2014).

Immersa nel tardo paleolitico, undicimila cinquecento anni fu teatro, secondo Le Quellec (2014), della transizione dalla cultura Iberomarausiana a quella Capsiana. La cultura Capsiana, localizzata tra le odierne Tunisia e Algeria, marcò un cambiamento visibile di usi e costumi, pur restando sostanzialmente una cultura epipaleolitica di cacciatori-raccoglitori (Rahmani, 2004). La coincidenza temporale con Atlantide è interessante, ma sembra troppo poco per rappresentare un fenomeno così memorabile da diventare un mito.

Contemporaneamente, sull’altra sponda del Canale, anche la Sicilia si trovava nel tardo paleolitico. Nell'isola la differente concentrazione dei resti paleolitici (maggiore ad ovest) e di quelli neolitici (maggiore ad est) suggerisce una diversa genesi dei due fenomeni: una colonizzazione paleolitica proveniente dal Maghreb ed una successiva diffusione del neolitico attraverso lo stretto di Messina.

L’ipotesi che i primi siciliani siano provenuti dal Maghreb è rinforzata dall'osservazione che i resti paleolitici sull’odierna costa sud-occidentale si trovino nell’antico entroterra, lasciando presupporre un numero di siti anche maggiore sulla costa di allora, oggi sommersa; nonché dal fatto che la navigazione necessaria tra Tunisia e Sicilia fu più breve e più agevole (per le numerose isole) fino a undicimila cinquecento anni fa, prima di diventare, poco dopo, più lunga e priva di riferimenti visivi.

Continua presto, spero.



Iberomaurusiani e Capsiani.


Siti capsiani, da Rahmani, 2004.


Distribution of the early faunal and human populations in Sicily (between circa 18,000 and 8,000 years ago): (●) Upper Palaeolithic / Mesolithic sites; (+) Bifacial and pebble tools; from Leighton (1999: 23).


The first farming societies in Sicily (after circa 8,000 years ago) Early-Middle (●) and Late (+) Neolithic sites, from Leighton (1999: 53).


Il Canale di Sicilia poco prima del MWP-1b.




Bibliografia.

Aumassip, G., 2001. L’Algerie des premiers hommes. Maison des Sciences de l'Homme: Paris. 2004. p. 49. Prehistoire du Sahara et de ses abords, Maisonneuve & Larose: Paris.

Leighton, Robert (1999) Sicily before History , Cornell University Press, Ithaca, New York.

Le Quellec, Jean Loic, Prehistory in North Africa after the Middle Palaeolithic. The Cambridge World Prehistory (Colin Renfrew & Paul G. Bahn eds.), Chapter: 1.10, pp.151-164.

Rahmani, N. 2004. Technological and cultural change among the last hunter–gatherers of the Maghreb: the Capsian (10,000 B.P. to 6,000 B.P.). Journal of World Prehistory 18(1), 57–105.


Pubblicato il 15 gennaio 2015; ultima modifica il 15 gennaio 2015.

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